sabato 19 aprile 2008

Fissare un'idea


Foto di gabssnake
Solite questioni irrisolte riguardo il tema della comunicazione. Domande che mi ero posto già diversi post fa: comunicare, comunicare verso le masse, è sempre un bene o può generare immobilismo?
Non c'è dubbio: il comunicare, l'informare ed essere informati, la conoscenza sono beni preziosissimi. Guai se non ci fossero. Il problema è che non ho ancora capito come considerare, se ve n'è uno, l'altro lato di questa medaglia.
Scendo in esempi concreti: la possibilità di ricevere (da tv, radio, giornali, internet...) e creare (tramite blog, forum, YouTube, Flickr eccetera) informazione si traduce in un'opportunità nuova, che in epoche e realtà diverse dalla nostra non è pensabile. Quella di poter fissare le idee, i concetti, le notizie. Prima si aveva percezione di un mondo ristretto, fatto solo da ciò che è visibile e udibile nel proprio contesto. Ora il mondo è diventato di colpo più ampio ed a tempo stesso le distanze si sono accorciate: questo perché tutti sono in contatto con tutti. Le idee si fissano, ognuno può far sentire la propria voce.
Ma è proprio qui che sorgono i dubbi: questa possibilità potenzialmente sconfinata di comunicare può cambiare l'essere umano? Quanti e quali avvenimenti non si sono realizzati, nel passato, solo perché le idee rimanevano volatili? Quanti quelli che, al giorno d'oggi, si realizzano solo perché c'è la comunicazione di massa?
Esempio uno: l'unificazione d'Italia. La premessa, la base su cui si fonda (non senza fatica) lo stare insieme del nostro paese. Qualcosa di indubbiamente positivo. Ma pensiamo a quante realtà diverse e disomogenee si sono dovute piegare alla volontà di creare un paese unitario. Che so: cosa sarebbe accaduto se i Borboni si fossero opposti a Garibaldi facendo sentire la propria voce con un messaggio a reti unificate? Quante persone gli si sarebbero strette attorno in segno di solidarietà? Sarebbe stata possibile l'impresa dei mille?
Esempio due, un po' più recente: Papa Giovanni Paolo II. La sua figura è così importante anche perché è stato il primo Pontefice a vivere in "real-time". I mezzi di comunicazione ne hanno fissato la sua straordinaria figura, i suoi modi di fare, il suo parlare al mondo. Una possibilità che, andando a ritroso nel tempo, decine e decine di suoi predecessori non hanno avuto. Ovvio allora che molti lo vedano vittorioso in un ipotetico confronto con Benedetto XVI: più vicino, più capace di comunicare, più "simpatico". Giudizi come questi sono oggettivi o viziati da ciò che vediamo in tv?
Insomma: se l'opportunità di fissare un'idea è sicuramente una preziosa risorsa, quanto e in che modo essa può cambiare il nostro modo di pensare? Quanto può cambiare il concetto stesso di essere umano?

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