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lunedì 6 aprile 2009

Rumore, polvere, silenzio


Foto di etna walk ©
Questa notte si è consumata una tragedia che lascerà i suoi segni, che sarà difficile dimenticare. Così come difficile è accettarla.
Pensavo proprio a questo: erano anni che non venivamo coinvolti, presi e sbattuti dentro con forza dai media, in catastrofi come quella del terremoto abruzzese. Personalmente, era come se avessi dimenticato sciagure di questa portata. Come se non ricordassi più che certe cose possono accadere. E quando accadono, devastano: le cose, le persone, dentro e fuori.
Certo: ci sono stati altri terremoti, c'è stato lo tsunami, ci sono state le guerre (forse la peggiore fra le sciagure). Eppure, è come se pian piano avessi rimosso, facendo sfumare sempre di più l'attenzione verso temi infinitamente più scialbi: la società, la politica, i fatti e i fatterelli che riempono l'attualità.
E poi, stanotte, il terremoto. La distruzione, i dispersi, la morte. Bang. Un colpo, una fitta violenta. Fa male venire a sapere certi fatti. Fa un male cane.
Ma ora che quel dolore c'è, bisogna tentare di conviverci. Provare a non dimenticare e fare silenzio.

mercoledì 18 febbraio 2009

Oggi ho letto, oggi ho visto, oggi ho fatto


Foto di L_r_scismatica
A poco più di un anno dall'apertura di questa esperienza, di questo blog, mi è venuta in mente una semplice idea per raccogliere meglio le mie idee. Per continuare a pensare scrivendo (e a scrivere pensando), nel timido tentativo di farlo sempre meglio: ecco tutto.
Un articolo di giornale, o un documento video, o l'aver partecipato ad un evento, o chissà cos'altro. Ecco: ho notato che spesso da questi stimoli nascono sensazioni che mi appartengono. Solo che non so bene raccontarle a parole.
E allora ho pensato di lasciar parlare queste esperienze, pur nella loro fragilità. Di appuntarle fra questi post per tenerle a mente, prima di perderli.
Quel che ho letto, che ho visto o che ho fatto diventeranno, quando e se ce ne sarà l'occasione, spunti di riflessione. Da prendere così, come sono: lasciandoli parlare per poi tornare ad osservarli e rifletterci un po' su.

venerdì 2 gennaio 2009

Cosa resterà di questi anni 2000


Foto da Andrew Morrell Photography
Pensavo di tirare un po' le somme, ad un anno dalla partenza, dell'esperienza di questo (piccolo? Umile? Inutile?) blog. Consideravo quanto velocemente è passato questo anno, coi suoi alti e i suoi bassi. Volevo parlarne ma poi ci ho ripensato.
E ho allargato l'idea. Non è solo questo anno ad esser volato: è questo millennio che è partito a razzo. O forse è questo decennio che è finito troppo in fretta. Solo una sensazione, certo. Personale e magari non percepibile da altri. Ma una sensazione che sento, e che meritava di esser appuntata.
Ho vissuto solo la seconda parte degli anni '80, che pure, se ci ripenso, mi sembravano (mi sembrano) infiniti. Ho vissuto tutti i '90. L'1/1/1990 ero all'asilo. Il 31/12/1999 in seconda superiore. Segno che ci sono stati tanti passaggi, tanti momenti, dei percorsi lenti e difficili in quei dieci anni.
E poi gli anni 2000 (si dice così?). Afferrati e già scivolati via, come diceva una canzone. Ma sul serio: non sono riuscito a coglierli, non sono riuscito a strutturare un'idea concreta di me e del mondo che mi sta attorno. Ed ecco che il decennio è fuggito. In fretta, troppo in fretta per ricordare, per raccontare cos'è successo.
Prima vivevo tempi infiniti. Ora mi ritrovo su un autobus che viaggia troppo veloce. Anche se, in realtà, non è che mi abbia portato poi tanto lontano. E non capisco perché.

domenica 21 settembre 2008

Odio l'estate


Foto di luigi.carrieri
Quando la bella stagione è agli sgoccioli, di solito, non resta di lei che qualche fotografia da guardare, due o tre canzoni da riascoltare, ricordi agrodolci che pian piano diventano sempre più rarefatti. E' fatta spesso di giorni che si vorrebbe rivivere infinite volte. E' veloce, passa in fretta e molto spesso sfugge via senza neppure accorgersene.
A me, però, l'estate non piace. Il caldo, l'aria bollente, il sole che picchia. L'ambiente ideale per mettere sotto sedativi il cervello, abbassare la serranda del ragionare, della voglia di creare, di credere in un'idea. In estate basta una spiaggia, un lettino, un cruciverba e poi chissenefrega. Per questo odio l'estate: non che sia una brutta stagione di per se stessa, quanto più perché passa e, senza che neppure ce se ne renda conto, strascica noia e ripetitività.
Lo vedo intorno a me. L'ho sperimentato lungo tutta questa stagione. L'ho provato sulla mia pelle: avrei potuto raccontare tanto di me, di quel che mi accadeva attorno, di un gran numero di fatti e fatterelli più o meno seri che meritavano di essere appuntati. E che invece si sono liquefatti. Come un ghiacciolo al sole.
Tutto sembrava possibile, tutto poteva accadere. E invece nulla, o quasi. Solo qualche ricordo che già inizia a svanire.
La odio, l'estate.

domenica 23 marzo 2008

Costanza


Foto di mdumlao98
Sono tanti i difetti che ho. Se fra tutti dovessi sceglierne uno, direi che il più ricorrente, il più evidente, il più grave è quello di essere incostante.
Tornare a postare sul mio blog dopo quasi due mesi ne è la testimonianza lampante: ci sono
cose che mi affascinano, strade che sento di intraprendere, abitudini che sento mie, piccoli gesti che mi appassionano. Peccato che, nel giro di pochi giorni, me ne dimentichi e lasci cadere tutto a terra come se nulla fosse.
Ne son successe di cose in questi ultimi giorni. Eppure, non so neanch'io perchè, non ho avuto voglia di raccontarle. Tanti pensieri, belli alcuni e meno belli altri, si sono accavallati: peccato che non sia stato in grado di metterli in fila, di bloccarli.
Non ci voleva molto.
Bastava un po' di costanza in più.
In un giorno speciale come questo, nel giorno di Pasqua, si è soliti fare buoni propositi: direi che recuperare un po' di clemenza, di voglia di fare, di stabilità potrebbe essere un ottimo proponimento.
Spero di non tradirlo.

lunedì 14 gennaio 2008

La mente o il cuore


Una volta mi facevo meno domande. Ora forse me ne faccio anche troppe. Magari non giungo a capo di nulla, però continuo a farmele.
Lo scoglio su cui più frequentemente vado a sbattere, nel tentativo di capire qualcosa di più del mondo e di me stesso, è il seguente: mi sono reso conto che per conoscere ciò che hai attorno, la tua "porzione di mondo" devi vedere, devi capire, devi percepire, devi informarti, riflettere, confrontarti, immaginare. Lasciarti guidare dalle emozioni ed a tempo stesso tentare di capire.
Bisogna, dunque, in qualche modo avere una base solida costruita per te da altri. Ma a tempo stesso non dimenticare che anche ciò che c'è dentro di te è importante. Le emozioni non mentono. Ma possono fornirti una visuale che è solo la tua. Migliore, peggiore, comunque difforme dall'oggettività. Ammesso che essa esista.
La Verità, credo che appartenga solo ad una grande persona vissuta duemila anni fa (via, verità, vita...). Ma il nostro mondo, diventato di colpo così ampio, ha tante piccole verità. Tutte con la "v" minuscola. Ogni persona ne porta con se un piccolo pezzo, una briciola. Sempre giusta. Sempre discutibile, a tempo stesso. Ma, comunque, da dove nasce? Cosa guida quella verità? La mente o il cuore?
Mi domando perciò come si possano equilibrare le due cose. Il cuore è meglio della mente? Oppure il cuore mente? Come venirne fuori?

lunedì 7 gennaio 2008

Alla fine della festa...


Le feste di Natale sono finite. Ed io non so se è un bene o un male. Da diversi anni vivo un rapporto di "odi et amo" con questo periodo di feste. Non col Natale in sé.
Mi piace pensare al Natale anzitutto come festa religiosa. Ma, anche volendola staccare da questo contesto, adoro i suoi risvolti più semplici: le famiglie si riuniscono, c'è più voglia di stare insieme, c'è meno dispersione, più attenzione verso gli altri. Sarebbe bello se ogni giorno potesse essere così, ma per il momento, tanto vale accontentarsi.
Non mi piace, anzi odio, tutto il periodo che precede le feste: le luci per le strade, gli addobbi, le corse sfrenate nei centri commerciali per i regali. Una smania, come compulsiva, che colpisce svariate persone. E le allontana dal vero senso di questo periodo.
Dov'è scritto che solo a Natale si possano, anzi si debbano, fare regali? Perché dimostrare amicizia, affetto, amore verso le altre persone bruciando soldi per qualcosa di materiale? Quell'amicizia, quell'affetto, quell'amore non hanno prezzo. E non possono essere quantificati, comparati, scambiati dai regali.
Credo che, anche in questo caso, se si slegassero questi comportamenti, questi impegni obbligati dal periodo natalizio e li si diluisse su tutto l'anno forse vivremmo meglio. Riscoprendo ciò che è veramente importante.
Altrimenti alla fine della festa, di queste feste, rimarrà poco o nulla. Qualche regalo e qualche addobbo da rimettere a posto.

martedì 1 gennaio 2008

Io


Dieci anni fa. Come passa il tempo. Esattamente dieci anni fa, volendo copiare un'abitudine cara a mio nonno, decisi di iniziare a scrivere un diario. Da persona incostante e svogliata qual'ero (e quale, credo, sono tutt'ora), posi fine a quell'esperienza dopo meno di un mese.
Gli anni sono passati, ma quella voglia mi è tornata. Ed ho deciso di soddisfarla con questo blog. Un blog in cui racconterò di me ma soprattutto in cui tenterò di pormi e di porre domande. Uno spazio che spero possa diventare un terreno su cui far nascere modi nuovi di ragionare, di vie diverse per cercare le risposte, di semplicità quando tutto sembra aggrovigliato e di complessità quando appare troppo piatto.
Messi da parte i pregiudizi, i Tizio e i Caio, le divisioni di parte, cercherò altri modi per vedere e pensare il mondo.
Come ha scritto Baricco di un suo libro, anche questo spazio sarà principalmente un tentativo. Un tentativo di pensare. Scrivendo. Perchè ci sono tante cose che mi va di capire.
Spero che questi "pensieri a voce alta" risultino interessanti a chi li legge, che possano fornire spunti di riflessioni.
Che possano servire tanto a me quanto a chi li commenta.